Cosa significa per i produttori e i dealer
I Clienti sono sempre più restii ad acquistare asset che potrebbero non garantire un ROI completo prima dell’arrivo del prossimo ciclo tecnologico. Questo sta cambiando il loro focus durante le trattative.
BNP Paribas Leasing Solutions ha stretto una partnership con la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) per mettere a disposizione fino a 200 milioni di euro di finanziamento a supporto degli investimenti in agricoltura sostenibile e nella bioeconomia in tutta Europa. Nel quadro del programma, almeno il 30 % del finanziamento è destinato a progetti a sostegno di asset sostenibili che favoriscono l’azione climatica e la sostenibilità ambientale.
Il programma è concepito per migliorare l’accesso al credito per le imprese idonee che investono in attrezzature e tecnologie moderne volte a incrementare la produttività, rafforzare la resilienza e favorire la transizione verso pratiche agricole più sostenibili. Esso rappresenta un tassello dell’impegno della BEI a sostenere il settore agricolo europeo e a velocizzare gli investimenti in sostenibilità ambientale e azione climatica.
La BEI è l’istituto di credito a medio‑lungo termine dell’Unione Europea.
Di proprietà degli Stati membri, finanzia progetti che contribuiscono alle priorità dell’UE, tra cui: innovazione, clima, infrastrutture sostenibili e sviluppo economico.
Collaborando con istituzioni finanziarie come BNP Paribas Leasing Solutions, la BEI facilita l’accesso a finanziamenti a medio-lungo termine per investimenti che supportano le ambizioni economiche e ambientali dell’Europa.
Il programma è destinato alle imprese eleggibili operanti nei settori dell’agricoltura e della bioeconomia, tra cui:
L’ammissibilità è valutata in base ai criteri del programma BEI, ai requisiti di mercato locali e alla valutazione creditizia di BNP Paribas Leasing Solutions.
In base all’attuazione locale, il finanziamento può coprire investimenti quali:
Gli investimenti ammissibili sono valutati rispetto ai requisiti del programma e alla normativa locale applicabile.
La partnership sostiene investimenti volti a:
Secondo l’accordo, almeno il 30 % dei fondi è riservato a progetti di finanziamento di asset sostenibili a supporto dell’azione climatica e della sostenibilità ambientale e il 70 % dovrebbe essere destinato alle PMI.
Il programma è attuato da BNP Paribas Leasing Solutions nei seguenti mercati europei selezionati:
Ogni paese gestisce il programma a livello locale; pertanto, la disponibilità dei prodotti, i criteri di ammissibilità e le condizioni di finanziamento possono variare tra i mercati.
Da oltre 70 anni, BNP Paribas Leasing Solutions supporta le imprese negli investimenti in attrezzature necessarie alla crescita. Grazie a questa partnership con la BEI, amplifichiamo l’accesso a finanziamenti che favoriscono la competitività a lungo termine e la sostenibilità del settore agricolo europeo.
I nostri specialisti collaborano strettamente con i Partner, i Clienti e le reti di concessionari per strutturare soluzioni di finanziamento che rispondano sia alle esigenze d’investimento sia alle specificità dei mercati locali.
Se intendi aderire, contatta il tuo fornitore o concessionario di attrezzature. Il Partner potrà verificare la possibilità di accedere al finanziamento previsto dal programma e, se opportuno, metterti in contatto con BNP Paribas Leasing Solutions per approfondire il processo di candidatura.
Il finanziamento è subordinato all’ammissibilità secondo il programma della BEI, alla disponibilità del prodotto a livello locale, alla valutazione creditizia e alle condizioni contrattuali vigenti di BNP Paribas Leasing Solutions. La disponibilità del programma e le condizioni di finanziamento possono variare a seconda del Paese.
Spesso, parliamo di attrezzature in termini di investimento, ma raramente in termini di capitale vincolato. Eppure è proprio ciò che emerge dallo studio “European Business Equipment Outlook 2026“, condotto su oltre 1.000 manager d’azienda in 11 Paesi europei, dal quale si evince che, per la maggior parte delle imprese, il capitale immobilizzato in attrezzature sta ponendo un freno concreto alla loro crescita.
Per i produttori, distributori e fornitori di beni aziendali, i risultati del report raccontano come stia diventando sempre più difficile avere un confronto con i Clienti su questo tema, spiegando le ragioni per cui le trattative si interrompono nelle fasi finali e le motivazioni per cui le modalità di acquisizione degli asset determinino l’acquisizione stessa. Quanto segue è un’analisi di ciò che è stato condiviso dai Clienti finali e fornisce delle informazioni utili per il mercato di riferimento.
Per capire perché il capitale immobilizzato sia oggi un problema così urgente, dobbiamo prima analizzare il contesto in cui operano le aziende.
Il 95% dei partecipanti all’indagine afferma che:
La conseguenza diventa pertanto significativa, poiché il 43% dichiara che, a volte, le attrezzature diventano obsolete prima di raggiungere il ROI atteso.
In questo scenario, impegnare capitali in grandi investimenti e a lungo termine diventa una pratica sempre più rischiosa.
È proprio qui, infatti, che il capitale immobilizzato diventa un problema: le aziende vincolano risorse in asset che perdono valore più velocemente del previsto, mentre le opportunità di crescita devono essere colte appena si presentano.
I numeri che abbiamo raccolto sono autoesplicativi:
La localizzazione geografica inoltre, supporta questa tendenza: i Paesi Bassi registrano la percentuale più alta (45%), seguiti dalla Spagna (38%), ma nessun mercato è esente da questo tema. Nei settori ad utilizzo intensivo di attrezzature, come quello medicale, quello dei trasporti e della logistica e dell’agricoltura, questo fenomeno viene citato come particolarmente impattante.
Ciò che i numeri non dicono esplicitamente è cosa comporta, a livello pratico, avere capitali immobilizzati in asset fisici. Quando è stato chiesto ai manager oggetto dell’indagine come reimpiegherebbero il capitale se fosse libero, emerge che il:
Ciò che si evince da queste risposte è la pluralità di opzioni che le aziende hanno di fronte. I rispondenti, infatti, non cercano una singola alternativa, bensì la libertà di ribilanciare i propri investimenti in base alle priorità strategiche del momento. Ed è proprio questa libertà che il capitale immobilizzato fa venir meno.
A queste sfide se ne aggiunge un’altra: il 64% dei rispondenti dichiara che l’incertezza sulle tecnologie future sta rinviando le decisioni di investimento in attrezzature. Investire oggi significa rischiare l’obsolescenza; attendere, invece, espone al rischio di perdere competitività. Un dilemma complesso, soprattutto quando il capitale è già sotto pressione.
Ne deriva dunque una forma di paralisi parziale: le aziende sanno di dover investire, ma esitano su quando farlo e cosa scegliere. Paradossalmente, questo prolunga la vita di macchinari obsoleti, aggravando ulteriormente l’innovazione.
Nonostante le sfide sopra citate, la proprietà diretta degli asset rimane predominante. Infatti, il 41% delle aziende intervistate acquisisce gli asset fisici principalmente attraverso l’acquisto diretto, in quanto la proprietà offre ancora un senso di controllo e stabilità e continua a essere considerata un pilastro fondamentale in molti settori. Il cambiamento, però, è il modo in cui i manager la valutano.
In questo senso, la vera domanda non è più “Dovrei possedere?”, ma “In quali casi vale ancora la pena avere il capitale immobilizzato nella proprietà di un asset?”. Un cambiamento di prospettiva sottile, ma significativo.
Cosa significa avere capitali immobilizzati in asset?
Il capitale immobilizzato fa riferimento a tutta la liquidità vincolata all’acquisizione di beni materiali e, quindi, non disponibile né reimpiegabile su altre aree di business. Secondo l’European Business Equipment Outlook 2026, l’87% dei manager intervistati afferma che il capitale vincolato in asset fisici ha limitato le opportunità di crescita della propria azienda.
Perché le attrezzature diventano obsolete più velocemente?
Il 95% dei manager intervistati afferma che le attrezzature diventano obsolete più velocemente rispetto a cinque anni fa. Ciò è dovuto dalla rapida accelerazione dei cicli tecnologici, l’integrazione di nuovi software e dagli standard di connettività che evolvono indipendentemente dal bene fisico.
Quali sono le alternative all’acquisto diretto di un asset?
Le aziende stanno sempre più andando incontro al leasing, al noleggio e ai modelli basati sull’uso. La scelta tra proprietà diretta e modelli alternativi dipende principalmente dal tipo asset, dalla lunghezza del ciclo tecnologico e dal valore che l’azienda attribuisce alla flessibilità, piuttosto che al possesso.
Quali sono le implicazioni per produttori e dealer?
Il cambiamento di prospettiva degli acquirenti implica che produttori e fornitori di beni siano sempre più chiamati a offrire, insieme ai propri prodotti, soluzioni di finanziamento flessibili.
Ottieni tutti gli insight di come le aziende europee stanno ridefinendo le loro strategie di investimento in attrezzature. Lo “European Business Equipment Outlook 2026” si basa su una ricerca condotta su oltre 1.000 manager in sei settori chiave in Europa; evidenzia i trend, le sfide e le priorità che stanno plasmando le strategie di oggi e le implicazioni per le aziende che vogliono rimanere competitive.
Nel nostro articolo “Sbloccare l’economia circolare attraverso l’uso“, abbiamo fatto luce su come il nostro Purpose riveli un’ambizione a lungo termine e sul perché progredire verso modelli circolari richieda azioni pratiche e collaborative.
Una delle leve più importanti di questo viaggio è, per l’appunto, l’uso.
Il nostro Purpose è un impegno a sbloccare l’economia circolare per preservare il mondo in cui tutti viviamo. Tradurre questa ambizione in realtà non è una mera intenzione. Occorre strutturare nuovi modelli di business che supportino una durata maggiore della vita utile di un asset, che incrementino l’efficienza nell’utilizzo delle risorse e che responsabilizzino la gestione del fine-vita dell’asset stesso.
Non si tratta, dunque, di un semplice cambio di terminologia. L’uso infatti trasforma l’accessibilità delle imprese alle attrezzature e la loro gestione nel tempo, generando valore, ed è proprio l’uso che può diventare uno dei pilastri fondamentali della transizione verso modelli più circolari.
Per decenni, la performance economica era costruita intorno al possesso ma, in un contesto di scarsità delle risorse, di nuove tecnologie e di aumento degli standard ambientali, questo modello è sempre più sotto pressione.
Il nostro approccio è diverso: utilizzare al meglio le potenzialità di un asset apporta più benefici rispetto a possederne di più in quanto, prioritizzare la performance e la longevità rispetto ai volumi, aiuta a ridurre gli sprechi e migliorare la produttività.
In questo senso, l’uso aiuta le imprese a ottimizzare l’utilizzo degli attivi, a estendere i cicli produttivi e a limitare le perdite derivanti dal non utilizzo o dalla prematura obsolescenza, offrendo soluzioni ancor più flessibili che si adattano ai bisogni operativi.
Il leasing e il noleggio sono il perfetto esempio di strumenti basati sull’uso, in quanto consentono alle aziende di utilizzare asset ad alta performance, integrando servizi di lungo termine come manutenzioni ordinarie e straordinarie, mantenimento delle prestazioni e smaltimento dell’asset una volta giunto al suo “fine-vita”.
Con una mentalità orientata all’uso, il leasing e il noleggio possono dare un importante contributo alla circolarità attraverso diverse leve:
Si tratta di un vero e proprio approccio strutturale che aiuta il bene a preservare il suo valore, migliorando quindi la sua performance ambientale. Un punto di vista confermato anche dalla European Environment Agency, che sottolinea come l’estensione del ciclo di produzione di un’attrezzatura sia una delle leve più efficaci per ridurre il suo impatto ambientale.
In questo contesto, il leasing agisce come ponte tra produttori, utenti finali, fornitori di servizi e tutti gli operatori interessati al suo riutilizzo o ricondizionamento, aiutando così a costruire un ecosistema integrato che copre tutti gli stadi della vita del bene.
In ottica di efficienza, negli ultimi tempi, stanno emergendo anche modelli più avanzati che vanno oltre il concetto tradizionale di leasing come, ad esempio, il PaaS (Product-as-a-Service). In questi modelli, il valore di un’attrezzatura sorpassa il concetto di possesso, legandosi in modo esclusivo, alla sua performance.
Grazie a questi modelli, vengono inoltre incentivati:
I PaaS dunque, seppur siano modelli ancora in via di sviluppo, stanno facendo emergere come un approccio basato sull’uso può, nel tempo, allinearsi agli obiettivi economici e ambientali.
Come sottolineato in questo articolo, la circolarità è frutto di un’azione collettiva.
Il progresso risiede nella stretta collaborazione tra produttori, concessionari, fornitori di servizi, utenti ed enti di recupero. Nessuno di questi può apportare un cambiamento sistemico agendo da solo, ed è proprio qui che risiede il nostro ruolo: connettere tutti gli stakeholder, strutturare soluzioni finanziarie e supportare la usage economy nel tempo.
Incentivando questa transizione, aiutiamo le aziende a bilanciare l’efficienza operativa, la responsabilità ambientale e la generazione di valore nel lungo termine, creando le giuste condizioni per tutti quei beni che devono essere utilizzati in maniera più intensiva, affinché siano mantenuti all’interno del modello circolare per più tempo.
Il progresso evolve gradualmente, le abilità continuano a svilupparsi, ma lavorando fianco a fianco ai nostri Partner, contribuiamo a rendere l’economia circolare un modello più maturo e in linea con il nostro scopo di preservare il mondo in cui tutti viviamo.
In BNP Paribas Leasing Solutions il nostro Purpose è chiaro: siamo impegnati a sbloccare l’economia circolare per preservare il mondo in cui tutti viviamo.
Questa ambizione guida la nostra strategia, i nostri impegni a lungo termine e le nostre soluzioni e si traduce in realtà attraverso le nostre persone che, ogni giorno, la portano a compimento.
Per rendere concreto questo Purpose non bastano le buone intenzioni. È necessario che tutti i nostri team siano ingaggiati, coinvolti e supportati e che abbiano le giuste competenze per dar forma, far crescere e far fiorire il nostro futuro. Ecco perché la nostra promessa è costituta da tre pilastri: Shape, Grow e Thrive.
Insieme, riflettono il modo in cui supportiamo le nostre persone nel contribuire a rendere il futuro più sostenibile, costruendo al contempo dei percorsi di carriera significativi e premianti.
“Shape” abilita le nostre persone a contribuire attivamente alla trasformazione del nostro business e del modello operativo. In questo senso, incoraggiamo lo spirito di iniziativa, la collaborazione e l’innovazione, così che ciascuno possa avere un impatto tangibile sulle nostre attività, sui Clienti e sulle comunità che sosteniamo.
Includere i nostri team nello sviluppo di soluzioni più responsabili e di lungo termine, ci permette di creare nuove opportunità da tradurre in azioni.
La transizione verso modelli sostenibili e resilienti richiede il continuo apprendimento di nuove competenze. Con “Grow” supportiamo le nostre collaboratrici e i nostri collaboratori a sviluppare le proprie abilità, espandendo i percorsi di carriera e rafforzando tutte le qualità che già possiedono.
I programmi di training, le opportunità di mobilità interna e lo sviluppo di percorsi personalizzati, sono tutti elementi che contribuiscono a progredire a livello personale e, allo stesso tempo, rafforzano l’abilità collettiva di far fronte a cambi di paradigmi economici, ambientali e tecnologici.
È investendo nel talento che investiamo nel nostro futuro.
“Thrive” significa creare le condizioni necessarie per maturare professionalmente e personalmente.
Siamo impegnati a favorire un ambiente costruito su fiducia, inclusione, diversità e benessere. Promuoviamo una cultura basata su dialogo, bilanciamento vita-lavoro e benessere psicologico, riconoscendo che una performance sostenibile dipende da persone ingaggiate e coinvolte.
Una cultura positiva non è ciò a cui aspiriamo, è una responsabilità che prendiamo seriamente ogni giorno.
Il nostro Purpose è ambizioso e, per metterlo in pratica, c’è bisogno che le nostre collaboratrici e i nostri collaboratori siano valorizzati, supportati e ispirati.
Aiutarli a Plasmare, Crescere e Fiorire è ciò che li abilita a contribuire al nostro scopo e al loro percorso professionale. Insieme, costruiamo un’azienda capace di fronteggiare le sfide della transizione verso modelli più circolari, responsabili e inclusivi.
È sbloccando le potenzialità delle nostre persone che cominciamo a sbloccare l’economia circolare nel mondo in cui tutti viviamo.
In BNP Paribas Leasing Solutions il nostro Purpose è chiaro: siamo impegnati a sbloccare l’Economia Circolare per preservare il mondo in cui tutti viviamo.
Un Purpose ambizioso, perché da una parte riconosce l’urgenza delle sfide ambientali e la responsabilità dei servizi finanziari nel supportare modelli di produzione e consumo più sostenibili, dall’altra guida la nostra direzione a lungo termine per orientare i nostri Partner e Clienti alla transizione economica.
Non pretendiamo di risolvere il tema della circolarità: sicuramente però, desideriamo intraprendere un viaggio, lavorando passo dopo passo con i nostri Partner per rendere la “circolarità” più scalabile e più impattante nel tempo.
L’Economia Circolare offre un’alternativa al tradizionale modello lineare del comprare, produrre, utilizzare, smaltire. Essa mira invece a:
Questa transizione dal modello lineare a quello circolare sta diventando una priorità in Europa e, la Commissione Europea, ormai da tempo, con l’Action Plan sull’economia circolare, incoraggia una maggiore durata dei prodotti, una migliore gestione del fine-vita degli stessi e lo sviluppo di modelli economici basati sull’uso.
Al di là delle fondamentali considerazioni ambientali, la circolarità rappresenta anche una grande opportunità economica. Secondo la Ellen MacArthur Foundation, i business model circolari potrebbero sbloccare migliaia di miliardi di dollari di valore a livello globale, contribuendo nel contempo a riequilibrare il consumo di risorse con la rigenerazione dell’ecosistema.
Per le aziende, ciò significa ripensare non solo al modo in cui i prodotti vengono progettati e realizzati, ma anche al modo in cui vengono finanziati, manutenuti, utilizzati e recuperati.
In BNP Paribas Leasing Solutions crediamo che l’uso sia la vera leva per l’avanzamento della circolarità.
Quando gli asset vengono finanziati attraverso un modello basato sull’utilizzo, come il leasing o il noleggio, la responsabilità della performance del bene e il suo valore vengono distribuite lungo tutto il ciclo di vita del bene stesso. Questo spinge i produttori a gestire le attrezzature in maniera più attiva e sostenibile.
A livello pratico, i modelli basati sull’uso aiutano a:
Soprattutto, i modelli di usage economy rendono più facile mantenere gli asset all’interno di framework di gestione professionale, dove le loro condizioni, prestazioni e valore residuo possono essere attivamente gestiti nel corso del tempo.
Il nostro Purpose si sviluppa in un approccio collaborativo lungo tutta la value chain:
Riconosciamo che il progresso dipende da un’azione collettiva. La circolarità non può attuarsi solamente attraverso scelte finanziarie. Essa richiede allineamento tra produttori, fornitori di servizi, utenti, enti di recupero e politiche interne. Il nostro ruolo è quello di aiutare a collegare questi soggetti interessati, alleggerendo le barriere finanziarie verso pratiche più sostenibili.
In BNP Paribas Leasing Solutions facciamo andiamo oltre il “finanziare attrezzature”.
Sosteniamo le aziende nel passaggio verso modelli di consumo più sostenibili, dove il valore è creato dalle prestazioni e dalla longevità degli asset.
Lo sappiamo, siamo ancora all’inizio. Stiamo ancora costruendo una struttura, molti modelli circolari rimangono a uno stadio iniziale, i quadri di riferimento per le misurazioni, l’infrastruttura e le condizioni di mercato continuano a evolversi. Dunque, abbiamo ancora molto da fare.
Ma in un’ottica di partnership, focalizzandoci sull’uso e gestione del ciclo di vita, stiamo costruendo le fondamenta e continuando a progredire.
Il nostro Purpose rispecchia questo impegno a lungo termine: sbloccare l’economia circolare per preservare il mondo in cui tutti viviamo, passo dopo passo, insieme ai nostri Partner e Clienti.
Con l’aumentare della popolazione globale, l’industria construction gioca un ruolo chiave per soddisfare la crescente domanda di immobili abitativi, infrastrutture e spazi commerciali. D’altro canto, questa crescita viene accompagnata da grandi sfide, tra cui la carenza di manodopera, l’aumento dei costi dei materiali e le interruzioni della catena di approvvigionamento. Allo stesso tempo, la sostenibilità sta diventando un tema centrale, dato che il settore construction è responsabile del 37% delle emissioni globali e di più di un terzo dei rifiuti prodotti in Europa.
Nell’ultimo report “The Circular Opportunity: Harnessing the Power of Product-as-Service”, abbiamo esplorato come il settore edile e di movimento terra stia sempre più andando verso un business model circolare per affrontare queste sfide e, tra i diversi modelli, il Product-as-a-Service (PaaS) rappresenta un’opportunità di trasformazione per il settore, offrendo un approccio innovativo sul possesso di attrezzature, la gestione delle risorse e la sostenibilità.
L’accesso ad attrezzature per il settore construction, moderne e sostenibili, è il fondamento per superare le sfide di questo settore. Inoltre, le nuove tecnologie come il Machine Learning, l’Intelligenza Artificiale, la gestione delle operazioni da remoto e l’ottimizzazione della performance, aumentano considerevolmente efficienza e sicurezza, così come il processo di elettrificazione di tali macchinari sta aiutando le imprese a ridurre la loro impronta ecologica e a essere conformi alle leggi e ai regolamenti.
Investire nelle attrezzature nel settore construction richiede capitali ingenti e ciò potrebbe essere una grande barriera di ingresso; inoltre, se i costi iniziali elevati possono rallentare le decisioni di investimento, d’altro canto, il lungo ciclo di vita delle macchine può impattare sulle vendite e sui ricavi dei produttori.
Il modello PaaS abbatte questa barriera, facilitando l’utilizzo del bene alle aziende, attraverso dei pagamenti mensili piuttosto che l’acquisto complessivo del bene. Questo modello fornisce ai clienti l’attrezzatura necessaria insieme ad altri servizi come manutenzione, riparazione e diagnostica di dati, senza gravare su tutti quei costi relativi al possesso effettivo del bene.
Questa transizione dalla vendita diretta alla proposta di un servizio “lifecycle” migliora i rapporti tra produttori e clienti, accelera il processo di vendita e migliora i margini di profitto. Dunque, integrando il PaaS nella strategia aziendale, i produttori possono creare flussi di entrate più prevedibili e andare maggiormente incontro ai bisogni dei clienti.
La produzione di nuove attrezzature è costosa e richiede un utilizzo elevato di risorse e possibili interruzioni nella supply chain, così come la carenza di materie prime, possono complicare ulteriormente il processo. Adottando invece un modello circolare di PaaS, i produttori possono recuperare e riutilizzare i materiali ed estendere il ciclo di vita dei loro prodotti.
Con il PaaS i clienti possono utilizzare appieno l’attrezzatura, mentre i produttori hanno un controllo costante del bene in tutte le fasi del suo ciclo di vita. Alla fine del suo utilizzo, il bene può essere ricondizionato, rivenduto sul mercato secondario o riciclato. Questo approccio aiuta i produttori a mitigare i rischi della supply chain, ridurre gli sprechi e ad avere un approccio più sostenibile.
Dato che che il settore construction è in continua evoluzione, l’adozione di soluzioni circolari come il PaaS non solo può portare a dei benefici economici, ma anche ambientali. Proprio in questo senso, tale modello sostiene gli impegni di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR), massimizzando l’utilizzo del prodotto e incoraggiando, sin dall’inizio della sua progettazione, la durevolezza e la sostenibilità.
In BNP Paribas Leasing Solutions ci impegniamo a facilitare questa transizione. Attraverso programmi di finanziamento innovativi per attrezzature di costruzione di seconda mano, unitamente ad accordi su garanzie e manutenzione, aiutiamo i nostri Partner a costruire un futuro più sostenibile. Molti progressi sono stati fatti e molte soluzioni che guideranno la transizione verso la circolarità devono ancora essere sviluppate. Ma, continueremo il lavoro con i nostri Partner per esplorare altre nuove soluzioni sostenibili e di crescita.
Contattaci e scopri come supportiamo le aziende a raggiungere gli obiettivi di sostenibilità.
Per approfondimenti su come il PaaS sta rivoluzionando il mondo delle costruzioni, scarica il report.